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DEDICATO A BRUNO E MICHELE
Che cos’è l’omeopatia?
L’omeopatia è un metodo clinico e terapeutico che consiste nel trattare la malattia stimolando le naturali risposte di autoguarigione dell’organismo. L’omeopata seleziona i rimedi e prescrive le cure sulla base di un quadro globale e completo del paziente, considerandolo nella sua irripetibile individualità e non solo sulla base dei sintomi della sua malattia.
Quali sono i principi base dell’omeopatia?
Gli omeopati interpretano i sintomi di una malattia come la reazione di autodifesa dell’organismo e utilizzano rimedi (prescrivono cure) che stimolino tali meccanismi aiutando il processo di guarigione. Tali rimedi sono gli stessi che somministrati ad un soggetto sano procurerebbero sintomi simili a quelli che si intendono curare nel soggetto malato. Questo concetto, che rappresenta il principio fondante dell’omeopatia, è definito principio di similitudine (“il simile cura il simile”). Tuttavia nel medicinale omeopatico i principi farmacologicamente attivi sono presenti in quantità estremamente diluite o infinitesimali: ciò stimola le naturali capacità di autoguarigione dell’organismo senza rischio di effetti collaterali.
Perchè affidarsi all’omeopatia?
I rimedi omeopatici sono costituiti da dosi infinitesimali di sostanze di origine prevalentemente naturale e non presentano effetti collaterali. Per questo motivo sono utilizzati da chi preferisce evitare i farmaci tradizionali di sintesi chimica, per esempio nell’ambito di patologie croniche e pediatriche attraverso un percorso terapeutico più “gentile” e “armonico” verso il proprio benessere.
Cosa è possible curare con l’omeopatia?
Sono molti i disturbi che l’omeopatia può curare efficacemente: da patologie croniche quali asma, artrite, eczema a semplici eventi acuti quali ferite ed ustioni. Operatori sanitari quali medici, dentisti, ostetriche e personale paramedico ricorrono sempre più frequentemente alla medicina omeopatica apprezzandone i benefici terapeutici e registrandone una crescente diffusione fra i pazienti. Anche molti veterinari hanno riconosciuto nell’omeopatia un valido strumento complementare per la cura degli animali domestici e da reddito.
In cosa consiste la cura omeopatica?
L’omeopata sceglie la cura non solo sulla base dei sintomi della malattia ma anche e soprattutto a partire da una visione complessiva del paziente che tiene conto dei fattori ambientali da cui è influenzato, del tipo di cibo che predilige o rifiuta, degli aspetti emozionali e comportamentali, della sua anamnesi e di ogni altro elemento utile ad inquadrare l’individuo ammalato nella sua unicità. La selezione della cura rappresenta quindi una risposta personalizzata, adattata alle caratteristiche di ciascun paziente e non al mero manifestarsi dei soli sintomi.
In cosa consiste un rimedio omeopatico?
I medicinali omeopatici derivano da una varietà di sostanze di origine minerale, vegetale o animale. La loro preparazione ha luogo in laboratori specializzati in regime di stretto controllo di qualità. Vengono commercializzati prevalentemente sotto forma di granuli, globuli, compresse, polveri e gocce e sono disponibili in diverse scale di diluizione identificate da un numero che ne esprime la “potenza” omeopatica. La maggior parte dei medicinali omeopatici da banco, per esempio, è commercializzata alla diluizione 5CH. La procedura di fabbricazione industriale prevede che una parte della sostanza di origine venga diluita in 9 (per le diluizione in scala decimale) o 99 (per le diluizioni in scala centesimale) parti di solvente in genere alcool. Al termine di tale operazione la soluzione ottenuta viene sottoposta ad una “dinaminazzione o succussione” (viene in pratica agitata con energia tramite un’apparecchiatura denominata dinamizzatore) ed a questo punto acquista la denominazione di 1DH se in scala decimale o 1CH se in scala centesimale. A questo punto per ottenere una diluizione 2DH o 2CH si applica la stessa procedura diluendo una parte della diluizione 1DH o 1CH rispettivamente in 9 o 99 parti di solvente e poi dinamizzando. Procedendo in tal modo si arrivano a preparare diluizioni sempre crescenti ed in commercio si possono reperire anche diluizioni molto elevate (200CH, 1000CH, 10000CH). Un aspetto affascinante dell’omeopatia rimasto per ora senza spiegazione scientifica è che pur aumentando notevolmente la diluizione fino alla scomparsa di molecole della sostanza originaria corrispondono ugualmente comprovati effetti ed efficacia terapeutici differenti da quelli provocati e curati da diluizioni a più alto contenuto molecolare; ad esempio un medicinale preparato alla trentesima diluizione centesimale (30CH) risulta di efficacia diversa e spesso più prolungata rispetto ad un medicinale preparato alla quinta diluizione centesimale (5CH) pur contenendo una minor quantità della sostanza omeopatica di partenza.
Con che frequenza occorre assumere un rimedio omeopatico?
La frequenza di assunzione del medicinale dipende essenzialmente dalla natura e dall’intensità della patologia. Può essere particolarmente intensa (es ogni mezz’ora) o una tantum (es. ogni mese o anno). Una cura che ha mostrato la propria efficacia deve essere ripetuta solo al riapparire dei sintomi. Con quali modalità o precauzioni deve essere assunto un rimedio omeopatico? Preferibilmente a stomaco vuoto o comunque evitando di assumere cibo mezz’ora prima e mezz’ora dopo l’assunzione del medicinale. Alcuni omeopati consigliano di evitare completamente sostanze dai forti aromi come il caffè o la menta durante il periodo della cura.
Come si somministra un rimedio omeopatico?
Il medicinale si assume lasciando sciogliere, possibilmente sotto la lingua, la dose di granuli (o globuli o compresse ecc.) prescritta, ponendola direttamente nel cavo orale ed evitando il contatto con le dita.
Come si somministra un rimedio omeopatico?
La competenza del medico omeopata deve riguardare obbligatoriamente la diagnosi clinica ed avere l’obiettivo primario di salvaguardare e migliorare la salute del paziente; pertanto la decisione terapeutica può comprendere eventualmente l’associazione di terapie omeopatiche e terapie convenzionali.
E' vero che alcuni omeopati consigliano ai loro pazienti di sospendere i farmaci tradizionali?
E’ assai raro che un medico omeopata qualificato (vale a dire un medico laureato in medicina, chirurgia o odontoiatria che ha in più intrapreso una formazione specifica in medicina omeopatica) suggerisca inizialmente la completa sospensione di farmaci tradizionali nel contesto terapeutico di un trattamento omeopatico; questo potrebbe invece avvenire qualora il paziente non possa utilizzare farmaci convenzionali per intolleranze, allergie o gravi effetti collaterali o, naturalmente, nel caso in cui il medico valuti che grazie ai progressi del paziente l’uso di farmaci tradizionali non sia davvero più necessario. Può accadere però che alcuni omeopati non qualificati e spesso non medici possano, per la loro sfiducia nei confronti della medicina convenzionale, indurre i pazienti al rifiuto tout court di ogni forma di farmaco convenzionale adducendo varie argomentazioni: è evidente che questa posizione non è da noi condivisibile.
L’omeopatia costituisce un’alternativa valida alla vaccinazione?
Non vi è evidenza scientifica circa la capacità dei medicinali omeopatici di fornire un’adeguata alternativa alla vaccinazione; a questo proposito la Facoltà di Omeopatia dell’Università del Regno Unito di Gran Bretagna raccomanda che l’immunizzazione dei pazienti sia praticata secondo i metodi tradizionali a meno che non vi siano importanti controindicazioni mediche.
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